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FRANCESCA PORRECA

MATERIA E MEMORIA

La riflessione sul dualismo materia-memoria - che trova un'originale declinazione nelle opere di Narciso Bresciani - ha preso le mosse dal saggio del filosofo francese Henri Bergson, pubblicato nel 1896, che indaga il rapporto tra percezione, coscienza e memoria in relazione alla materia e alla dimensione del tempo. La materia esiste così come la si percepisce, cioè sotto forma di immagini: di qui l'importanza dell'attività percettiva in quanto strumento fondamentale tramite il quale il corpo si relaziona alla realtà. Sulla base di una percezione cosciente, l'uomo esprime la propria originalità nei confronti delle immagini, mentre il suo rapporto con la materia acquisisce una durata, al di là dell'istante, nell'ambito della memoria.

Nella rappresentazione entra dunque in gioco la memoria, capace di manifestare ciò che non è più presente, ovvero la materia del reale, con cui il corpo è entrato in contatto nel momento della percezione. La produzione plastica di Narciso Bresciani, articolata in sculture di dimensioni variabili e installazioni di natura ambientale, è caratterizzata da una grande sperimentazione sulle tecniche e sui materiali - dal gres agli smalti, dal plexiglass al ferro alla cenere - e dall'attenta modulazione delle superfici nella loro consistenza cromatica e materica. 

Ogni opera sembra sottolineare la necessità di una percezione consapevole dello spazio e traduce il rapporto dell'artista con il tempo e i complessi passaggi della creazione, amplificando il portato simbolico di ciascun lavoro nell'approccio tattile - che è prima di tutto quello dell'autore con la terra da plasmare, e in seconda battuta quello dello spettatore con l'elemento plastico che vive nello spazio in attesa di un nuovo incontro.